Figlie della Chiesa

Capella

Essere figlie della Chiesa significa anzitutto essere nate dall’amore di Cristo per la sua Sposa, essere state nutrite da quel latte che i Sacramenti della Chiesa ci hanno erogato e che è “sangue di Cristo”, essere cresciute con quel pane che alla mensa della Chiesa ci è stato offerto, e che è “corpo di Cristo”, essere state sorrette, animate e formate da quella parola che la Chiesa ci ha predicato e che è la “Parola stessa di Dio” per ciascuno di noi.

Così il Cristo è cresciuto con noi e noi siamo sempre più divenuti la “sua Chiesa”. Queste verità sondate da Teresa di Gesù nel corso della sua vita con tutta la sua intelligenza e il suo amore e non senza i carismi ricevuti dallo Spirito Santo, la condussero ad esplodere , alle soglie dell’eternità, nel suo intramontabile grido: “sono figlia della Chiesa!”.

Sarebbe certo fuori luogo pensare che questo grido non trovasse una eco profonda nel cuore di voi, sorelle, che vi ripromettete di essere “teresiane” in pienezza di spirito e di finalità.

Essere “figlie della Chiesa”, che è come dire essere state generate da tanta Madre, non mi pare però che, specie per voi, dica tutto a vostra scelta di essere “Carmelitane Secolari” esprime, e lo sapete, anche il concetto e il programma di realizzare un ”servizio di Chiesa” senza delimitazioni di sorta, proprio come la Vergine benedetta che voi ogni mattina salutate, “vostro modello”.

Un servizio pieno, che include il dono totale di voi stesse e quindi di tutte le vostre possibilità e capacità, siate sane che malate, siate dotate o non lo siate, siate giovani e siate anziane, siate colte o meno.

Servizio, da vere figlie della Chiesa, che va dalla vostra personale e piena consacrazione a Dio e dalla pratica di una vita interiore generosamente vissuta (senza della quale no si può parlare di spirito teresiano), alla dedizione indefessa e amorosa di voi, in tutte quelle opere che vi sono in qualche modo demandate (…) e nelle quali il vostro amore fraterno e materno è chiamato in causa per rendere vivo, attuale e fecondo l’amore stesso della Chiesa e di Cristo nel mondo che ci circonda.

Di questa “super grazia” come la chiamerei, di essere state chiamate cioè a stabilire la vita al servizio del “Regno di Cristo”, siatene sempre più consapevoli e grate al Datore di tutti i beni.

(Da "Un Cuore Solo", Ed. O.C.D., Lucca 1985 (N. 95)

"Nell'organismo vigoroso della Chiesa siate cellule sane, piene di vita divina".

(Padre Luigi dell'Immacolata)